Le Destinazioni non si chiudono, si regolamentano
Nel nuovo episodio di Anziani Digitali, abbiamo avuto il piacere di ospitare Luca Caputo, direttore di Destination Verona Garda Foundation e figura di spicco nel settore del turismo. Con la sua vasta esperienza come consulente e Destination Manager, Luca ha condiviso con noi le sfide e le opportunità nella promozione delle destinazioni turistiche.
Uno dei punti salienti del discorso di Luca riguarda l’approccio alla gestione delle destinazioni. La sua posizione è chiara: chiudere una destinazione non è una soluzione praticabile. Un sistema chiuso è destinato a soffocare e, alla lunga, a morire. La sfida non è impedire l’accesso, ma regolamentarlo. Questo significa gestire in modo intelligente e sostenibile le risorse turistiche, favorendo ad esempio chi soggiorna per periodi più lunghi e distribuendo i flussi turistici in periodi dell’anno meno congestionati.
Luca sottolinea come sia necessario abbandonare la vecchia abitudine di dire semplicemente “no” o di chiudere le porte. La pianificazione del turismo, con gli strumenti avanzati di oggi, può portare a una gestione equilibrata e sostenibile delle destinazioni, andando oltre le sterili chiacchiere da bar che spesso dominano il dibattito pubblico.
Il Turismo come opportunità, non come problema
Un altro tema centrale affrontato da Luca riguarda la percezione del turismo come “male” delle destinazioni. Secondo lui, non è il turismo in sé a creare problemi, ma l’assenza di altre politiche a sostegno delle comunità locali. Dove sono, si chiede, le politiche residenziali, abitative e a favore dell’artigianato locale? Non è togliendo case al turismo che si risolveranno i problemi abitativi dei residenti o che si favorirà il ritorno degli artigiani nei centri storici.
Invece, suggerisce di utilizzare strumenti come la tassa di soggiorno per reinvestire nel territorio, pianificando politiche che restituiscano valore alle comunità locali. Anche qui, Luca invita a superare le chiacchiere da bar, puntando su soluzioni concrete che possono essere messe in atto se c’è la volontà politica e sociale di farlo.
Dal Destination Manager al City Manager
Guardando al futuro, il direttore della fondazione Verona&Garda propone una visione evolutiva del ruolo del destination manager, una figura che, secondo lui, dovrebbe sempre più assumere i tratti di un City Manager, o come lo chiama lui stesso simpaticamente, un “commissario ordinario della città”. Questo ruolo non dovrebbe limitarsi alla promozione turistica, ma dovrebbe fondersi con le politiche di sviluppo urbanistico, della mobilità e della gestione dei servizi, creando un’armoniosa integrazione tra le esigenze dei turisti e quelle dei residenti.
La Politica deve abilitare, non interferire
Infine, Luca pone l’accento sul ruolo della politica in questo processo. La politica deve abilitare e supportare il cambiamento, ma deve anche saper stare al di fuori della gestione operativa quotidiana. Le strategie di sviluppo turistico devono essere pensate per resistere al tempo delle singole amministrazioni e devono guardare oltre le singole persone. È necessario affidare queste sfide a professionisti competenti, dotati di risorse adeguate e motivati dal desiderio di restituire valore al territorio.
Il turismo non è un problema da risolvere, ma un’opportunità da cogliere, a patto che venga gestito con intelligenza, visione e professionalità. È tempo di andare oltre le chiacchiere da bar e di costruire un futuro turistico che sia sostenibile e vantaggioso per tutti.
Il video dell’intervento di Luca
